Figline Incisa: una barca senza timoniere

Dopo quasi un anno dall’insediamento della nuova amministrazione del Comune di Figline e Incisa Valdarno, riteniamo utile fare un bilancio e una riflessione su quanto accaduto.

In data 12 luglio 2024 si insedia il Consiglio Comunale, viene presentata la Giunta composta da Pianigiani (sindaco), Fossati (vice), Cecoro, Gabbrielli, Guarnieri e Picchioni (assessori).

Non si fanno attendere grandi annunci sul completamento di tante opere. Ad agosto 2024 si parla di “lavori in dirittura d’arrivo” in riferimento alle Lambruschini. Due mesi più tardi, in occasione di un sopralluogo di Giani alla cassa d’espansione Pizziconi si annuncia il termine della stessa entro pochi mesi. Già in campagna elettorale, il candidato sindaco Pianigiani, poi eletto Sindaco di Figline e Incisa, annunciava la ripresa immediata dei lavori della passerella sul Cesto a partire da giugno 2024.

Purtroppo, le cose sono andate diversamente da quanto annunciato.  I vari lavori non sono affatto terminati, anzi, stanno procedendo con una certa lentezza o sono addirittura fermi. Ciò che si è mosso parecchio invece è la composizione dell’amministrazione comunale che ha visto diversi cambiamenti al suo interno, discussioni (se non addirittura litigi) e maneggi vari. A febbraio 2025 il consigliere Sarri esce dal PD ed entra nel PSI. La Giunta varia continuamente prima con il ritiro delle deleghe all’assessore Gabbrielli poi con le dimissioni dell’assessore e vicesindaco Fossati. Oggi abbiamo appreso della formazione di una Giunta completamente nuova, probabilmente nata per rispondere alle pressanti richieste del PSI (e non solo).

Fino ad oggi, il Consiglio Comunale è stato luogo di scontro, litigio, discussione sul peso delle forze politiche o dei singoli consiglieri, facendo passare in secondo piano l’amministrazione della città e quindi la risoluzione dei numerosi problemi. I progetti portati avanti sono nella quasi totalità figli dell’amministrazione precedente e la comunicazione tra amministrazione e cittadinanza è stata pressoché assente: ne sono emblema il caso delle scuole La Massa-Incisa ed il passaggio, che ormai sembra certo anche se mai annunciato, dalla TARI alla TARIc.

Intorno a noi, altri comuni si muovono su questioni cruciali come la ripubblicizzazione dell’acqua all’interno della Multiutility (Castelfranco-Pian di Scò) o la realizzazione di comunità energetiche rinnovabili (CER) (Reggello e Montevarchi), mentre il nostro Comune è assorbito da tutt’altra materia.

Pur augurandosi che la nuova Giunta sappia affrontare con determinazione e risolutezza i numerosi problemi della città, non si può non notare che si sta verificando un significativo indebolimento politico delle forze di maggioranza che vedono uscire dal consiglio comunale e dall’intera amministrazione tre consiglieri con il più alto numero di preferenze.

Auspichiamo un deciso cambio di passo, l’uscita “dall’apatia politica”, auspicata dall’allora consigliere Ciucchi oggi vicesindaco, e il rilancio dell’azione amministrativa attualmente stagnante. Di fronte ad un nuovo fallimento non resterebbe che tornare alle urne.

Piano per la mobilità integrata

Il Piano di Mobilità che proponiamo è basato su un’idea di equilibrio tra Centri urbani e territorio che pone al vertice i Pedoni, specie i soggetti più deboli come bambini, anziani e portatori di disabilità.
Solo coordinando i vari sistemi di spostamento come percorsi ciclopedonali, mezzi pubblici su gomma e treni, viabilità di auto veloce e lenta, si può dare una risposta concreta e sostenibile nel Valdarno e, nello specifico, a Figline Incisa.
Ridurre la discussione sull’argomento viabilità solo sulla necessità del secondo ponte è una politica miope ed inutile.
IdeaComune è l’unica forza di opposizione che fa politica costruttiva, puntando sulla pianificazione e programmazione a lungo, medio e breve termine.
Per chi vuole approfondire mettiamo il nostro Piano a disposizione di tutti:

Replica alla sindaca sulla strage degli alberi

Come ideaComune riteniamo di dover rispondere alla nota della Sindaca Mugnai a proposito dell’abbattimento di molti alberi sulla ciclopista del Valdarno. Giustamente ci viene ricordato che la realizzazione della cassa di espansione è in capo alla Regione, cosa vera, ma afferma anche che l’Amministrazione comunale ha interloquito a lungo con la Regione Toscana, in modo da accelerare la sua realizzazione”. Bene, nella sua interlocuzione ha parlato anche dell’abbattimento degli alberi? Se si, quali sono stati i tecnici del Comune che le hanno dato un parere, visto che fortunatamente il Comune ha in organico un Agronomo? Il suo parere è stato ascoltato? Lo diciamo perché l’abbattimento degli alberi sulla ciclopista è un’azione in aperto contrasto con direttive europee ma anche con la recente “Strategia dell’UE sulla biodiversità per il 2030” che afferma che “occorre adoperarsi di più per ristabilire gli ecosistemi di acqua dolce e le funzioni naturali dei fiumi. E non è finita qui. Il WWF per esempio, da anni denuncia interventi di taglio indiscriminato della vegetazione ripariale e di dragaggio degli alvei, che vengono realizzati con la scusa della sicurezza idraulica, da Regioni, consorzi di bonifica, uffici o servizi tecnici territoriali (ex geni civili).

La vegetazione sui corsi d’acqua contribuisce alla stabilità delle sponde tramite l’apparato radicale di alberi e arbusti. Se la vegetazione è assente, o molto povera, l’erosione delle rive diventa particolarmente evidente nel momento in cui si verificano eventi di piena. Quando durante la piena la massa d’acqua fuoriesce dall’alveo ordinario viene sensibilmente rallentata e trattenuta dalla vegetazione che si estende lungo le rive. Più ampia sarà la fascia vegetale, tanto maggiore risulterà l’effetto di rallentamento dell’ondata di piena e di conseguenza, la regolazione del deflusso delle acque.

Per quanto riguarda l’assorbimento della CO2, è calcolato che un albero di piccole dimensioni appena piantato arriverà ad assorbirne quanto un albero maturo non prima dei 10/15 anni. Questo significa che per ottenere lo stesso risultato dei 250 alberi abbattuti avrebbero dovuto ripiantarne almeno 3000, a fronte dei 1500 di cui parla la Sindaca. Tra l’altro sottolineiamo che una discreta percentuale di queste piantine si sono seccate per incuria dopo la messa a dimora.

Detto ciò, ci piacerebbe sapere anche come la pensano a riguardo quelle forze ambientaliste e progressiste che si presenteranno alle prossime elezioni appoggiando Pianigiani in perfetta continuità con l’attuale Amministrazione. Capire le scelte di chi ha gestito il Comune è importante, ma ancora di più ci interessa sapere come la pensa chi potrebbe amministrare in futuro.

La strage degli alberi


Nel tratto di argine sull’Arno che va dal Torrente Cesto a S. Giovanni Valdarno hanno abbattuto centinaia di alberi, tra cui le querce secolari che ombreggiavano la futura ciclopista dell’Arno.
Sul territorio di Figline Incisa abbiamo stimato che già erano stati abbattuti 30 ettari di bosco per far spazio al cantiere della terza corsia autostradale.


Un bosco non è una piantagione di alberi. Ma la cosa ancora peggiore è che gli alberi non vengono
ripiantati neppure. Inondazioni, frane, innalzamento fuori controllo della temperatura, sembra sempre che
non siano correlati col disboscamento incontrollato sul nostro territorio.


Se c’è necessità di un’opera infrastrutturale si può, e in certi casi, si deve fare MA con consapevolezza di ciò che comporterà per l’ambiente. Prevedendo adeguate opere compensative. Insomma: prima andavamo da Figline a S. Giovanni a piedi o in bici lungo gli argini dell’Arno attraversando un paesaggio meraviglioso (e ombreggiato) “enumerando gli alberi” (per dirla alla C. E. Gadda): una esperienza ricca di una natura in parte addomesticata dall’uomo, sfiorando le paludi della Vela, con le garzette presenti a centinaia per nidificare.


Riporto le parole di un’attivista WWF, “La benedetta ANPIL Garzaia di Figline è stata istituita nel 2003 grazie all’azione del gruppo WWF Valdarno e a tre bischeri ventenni idealisti che passavano il tempo a raccogliere info e prove sull’importanza di proteggere quel luogo di nidificazione delle Nitticore e altri uccelli acquatici dal 1996. Una di quei tre bischeri ero io. Vorrei fare come gli struzzi e non vedere con gli occhi consapevoli dove stiamo andando”.
Adesso il deserto. C’è da fare una cassa d’espansione? Ma che noia danno le querce? Perché abbatterle?
Perché nessuno ha detto niente? Riposino in Pace, una preghiera per il futuro del Valdarno.

Leonardo Pagliazzi sarà il nostro candidato sindaco

IdeaComune si presenterà alle prossime elezioni amministrative di Figline e Incisa con una sua lista civica, così come ha fatto sempre nelle ultime tre tornate elettorali. Gli attivisti hanno preso questa decisione dopo aver compreso l’impossibilità di un cambio di prospettiva tra le forze progressiste, soprattutto riguardo la gestione della cosa pubblica (Multiutility) e la gestione della sanità territoriale. Tutte le forze progressiste, eccetto ideaComune, hanno aderito al progetto del PD che non ha nessuna discontinuità con il recente e fallimentare passato delle giunte Mugnai e Nocentini.

Il candidato sindaco di ideaComune sarà Leonardo Pagliazzi.

 Falegname, designer e attore. Ha partecipato con una sua creazione alla Milano Design Week del 2022. Dal 2012 al 2019 ha lavorato in tutto il mondo come artigiano con marchi di livello internazionale. È attore con l’agenzia di produzione artistica Materiali Sonori e responsabile della compagnia teatrale Te.Mà del Centro Pastorale Arpioni di Matassino. È attivista per la pace alla Cittadella di Rondine ed ex Capitano e volontario di Porta San Francesco, una delle quattro contrade Figlinesi.

Presentazione del libro ‘Silenzi e Distrazioni’ di F.Torrigiani

L’autore Filippo Torrigiani, nato nel 1974, è stato assessore e consigliere comunale ad Empoli. Consulente della Commissione Parlamentare antimafia nella XVII e XVIII legislatura, impegnato sui temi delle mafie e dell’usura, con una particolare attenzione al tema del gioco d’azzardo, collabora con la campagna Mettiamoci in Gioco, oltre che con il CNCA (coordinamento nazionale comunità di accoglienza)

Acqua, rifiuti, energia: servizi pubblici da tutelare

Torniamo a parlare di Multiutility Toscana, la società in fase di costituzione che gestirà  i servizi pubblici di acqua, rifiuti ed energia.

IdeaComune ha già manifestato le proprie perplessità, sia politiche che procedurali, sul percorso che ha portato il nostro comune alla votazione della delibera che approva la costituzione della Multiutility, e la propria contrarietà alla logica che sta dietro la costituzione della Multiutility.

 (Acqua, rifiuti, energia: servizi comuni travolti da logiche di profitto) 

Alle contestazioni già espresse si aggiungono, secondo il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni “No Multiutilitydue profili di criticità molto rilevanti sul piano giuridico-legale, ovvero:

1) È possibile che i consiglieri che hanno votato a favore delle delibere comunali volte a dare il consenso delle amministrazioni all’operazione di fusione possano essere chiamati a rispondere di danno erariale in quanto i metodi di valutazione del concambio delle quote, assunti acriticamente (come ha dichiarato il perito incaricato di valutarne la congruità), danno per scontati presupposti incerti (come ad esempio la proroga al 2031 dell’affidamento del servizio a Publiacqua S.p.A.).

Inoltre il valore delle partecipazioni risultante dalle metodologie applicate avvantaggia in modo irragionevole il Comune di Firenze, determinando conseguentemente la riduzione del valore delle partecipazioni di tutti gli altri comuni. Da qui il rischio di eventuali contestazioni sul piano della responsabilità erariale nei confronti dei consiglieri che hanno votato a favore della fusione.

2)   Nella mozione viene richiesta anche la verifica (negli atti fondanti della fusione) circa la violazione di norme di legge “Imperative” riguardo al trasferimento della proprietà della rete idrica bene demaniale “inalienabile” . L’estinzione di Consiag per effetto della fusione determina un trasferimento delle stesse dotazioni a favore della costituenda Multiutility, configurando appunto la violazione del principio di inalienabilità dei beni demaniali in oggetto.

Tale violazione, una volta appurata e riconosciuta, determinerebbe ricadute sull’intera operazione.

Allegato a questo documento è possibile trovare il testo della mozione  (che include le motivazioni e le osservazioni di particolare rilevanza) che il suddetto comitato ha inviato a tutti i consiglieri comunali che si sono opposti alla creazione della Multiutility, che invitiamo a leggere e per completezza di informazioni su un argomento estremamente attuale ed importante.

Cosa faranno la giunta e i consiglieri del Comune di Figline e Incisa Valdarno ?

SERRISTORI: AAA REALI SOSTENITORI CERCASI

Come ideaComune abbiamo sempre portato avanti la difesa del Serristori e della sanità pubblica di qualità e di prossimità e non intendiamo certo abbassare la guardia.

Continueremo  a fare il possibile per dare voce alle ragioni del territorio e della comunità di fronte alle Amministrazioni locali, all’Azienda USL competente e alla Regione.

Purtroppo si conferma uno scenario molto negativo: il Servizio Sanitario Nazionale è arrivato impreparato all’appuntamento con il Covid-19, penalizzato da anni di de-finanziamento, di tagli dei posti letto e del personale e da politiche che hanno inciso negativamente sulla tenuta dei servizi territoriali e di prevenzione. La Regione Toscana non si è distinta rispetto a questa deriva, mostrando enormi debolezze e fragilità. Il consenso politico che si è sviluppato sulla necessità di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale in tempo di pandemia si è rapidamente spento passata la fase di emergenza e la sanità è ben presto tornata nelle retrovie delle priorità̀ del paese, sia a livello di governo centrale che regionale.

Nel nostro Comune, all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di Figline e Incisa Valdarno di lunedì 28 novembre p.v., al punto n. 9, si legge:

Ordine del giorno presentato dal capogruppo Cristina Simoni del gruppo consiliare Lista Civica per Figline e Incisa Valdarno per il terzo polo su:” richiesta di deroga al regolamento che definisce i parametri per la classificazione delle strutture ospedaliere, per quanto riguarda l’attività del pronto soccorso del Serristori”

Tale richiesta ricalca esattamente la posizione espressa da IdeaComune già nell’aprile scorso:

<< Pronto Soccorso al Serristori: aspettiamo gli atti promessi da Giani | idea Comune Figline Incisa (wordpress.com) >> e quindi siamo d’accordo sui contenuti.

Tuttavia conviene notare che la consigliera Simoni ha da pochissimo aderito al cosiddetto “terzo polo”, in quota Italia Viva. La massima espressione nelle istituzioni regionali di tale partito è rappresentata da Stefania Saccardi, attuale vicepresidente della Regione Toscana, ma soprattutto, ex assessore alla Sanità durante la precedente legislatura con presidente Rossi. Proprio durante il suo mandato come assessore si  verificò una decisa accelerazione nello smantellamento dell’ospedale Serristori, con la prima chiusura del pronto soccorso.

Per questo motivo gli stessi dubbi che Ideacomune ha espresso in più circostanze sull’attuale maggioranza a guida PD riguardo la possibilità di gestire con forza, tenacia e determinazione la “questione Serristori” andando contro il pd regionale, si ripetono anche nei confronti dell’iniziativa della consigliera Simoni che esprimerebbe una posizione in contrasto con quella regionale di Italia Viva.

Ci auguriamo, quindi, che l’iniziativa della consigliera Simoni non sia di facciata come quelle portate avanti da altri gruppi politici in questa e nelle precedenti consiliature comunali.

Sicuramente prima di avviare un percorso comune con tutte le forze politiche, sindacali e associative che vogliono di nuovo l’Ospedale Serristori quale presidio territoriale di Sanità pubblica, ideaComune si accerterà delle reali e sincere intenzioni dei proponenti.

Pronto Soccorso: dopo tante promesse anche la sindaca dice addio

(Lettera aperta alla sindaca Giulia Mugnai)

Egregia Sindaca,

con la presente Le vorremmo testimoniare il nostro disappunto per gli esiti dell’incontro avvenuto ieri 10 Novembre tra gli Amministratori del Comune di Figline e Incisa V.no e l’Assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini.

L’esito, per quanto edulcorato su alcuni media, è inequivocabile: il Serristori non avrà più un Pronto Soccorso! Questa è l’unica certezza che rimane alla cittadinanza a 24 mesi esatti dalla chiusura del servizio di emergenza-urgenza, insieme agli altri reparti, per dedicare il presidio all’emergenza pandemica. 

Su questo punto le chiediamo alcune delucidazioni. Dalle sue ultime dichiarazioni agli organi di stampa apprendiamo che:

Resta il nodo dell’emergenza-urgenza, sul quale abbiamo la conferma chiara da parte di Regione Toscana e AUSL Toscana Centro: al Serristori ci sarà un poliambulatorio per i codici minori attivo sette giorni su sette, con i medici di Ponte a Niccheri.”

E ancora: 

Da parte dell’assessore Bezzini abbiamo avuto la piena conferma degli impegni presi: un poliambulatorio per gestire i codici minori in autopresentazione, attivo sette giorni su sette per le 12 ore diurne e gestito come una proiezione dell’Ospedale Santa Maria Annunziata, dove saranno impiegati i professionisti di Ponte a Niccheri. Resta quindi la proposta della primavera scorsa e per realizzarla sarà attivato un iter dedicato

(https://www.valdarno24.it/2022/11/10/serristori-incontro-con-lassessore-regionale-simone-bezzini-per-lemergenza-urgenza-un-poliambulatorio-per-i-codici-minori/)

A differenza di quanto affermato dal dott. Paolo Morello nell’aprile scorso, ci fa piacere  apprendere che il “poliambulatorio” di emergenza/urgenza sarà gestito da personale dell’OSMA di Ponte a Niccheri e non dal 118 (differenza non da poco), tuttavia resta il problema che sarà dedicato ai codici minori e sarà solo per utenti che si presenteranno in modo autonomo (Al Serristori solo primo soccorso L’Asl stoppa polemiche e speranze – Cronaca – lanazione.it) opzione che lei stessa all’epoca non esitò a definire inaccettabile  (“Serristori, gli impegni vanno mantenuti” (lanazione.it).

Rimaniamo, quindi, in attesa di un Suo necessario, urgente ed improcrastinabile intervento che spieghi in maniera chiara quali siano le differenze tra la proposta di Aprile e quella di ieri,  in modo che la cittadinanza possa comprendere appieno il perché di questo Suo (e dell’Amministrazione tutta) radicale cambiamento di posizione.

Riteniamo inoltre che da molto tempo, ma in particolare negli ultimi mesi, la comunicazione sia stata volutamente opaca e lacunosa. L’amministrazione comunale e regionale, nonché l’Asl Toscana Centro, si sono avvalsi di una nuova terminologia per definire le strutture sanitarie previste per la nostra città, senza mai chiarirne il significato. Si è parlato di “casa della salute”, “casa di comunità”, “poliambulatorio di emergenza-urgenza” senza mai chiarire ai cittadini, che non sono “addetti ai lavori”, quali servizi saranno effettivamente erogati in questi luoghi. L’utilizzo di questi termini, senza declinarli in una lista concreta di azioni e funzioni, concorre solamente a creare incertezza e dà ragionevolmente adito a pensare che l’intento sia solo quello di gettare fumo negli occhi.

In attesa della Sua cortese e – speriamo – esauriente risposta, porgiamo i più cordiali saluti.

Acqua, rifiuti, energia: servizi comuni travolti da logiche di profitto

Il prossimo 17 ottobre il Consiglio del Comune di Figline e Incisa Valdarno dovrà votare una Delibera fondamentale per la costituzione della cosiddetta “Multiutility”, una società pluripartecipata che gestirà i servizi pubblici di acqua, rifiuti ed energia.

Se verranno approvati gli atti presentati (Odg seduta del 17 ottobre 2022), la Multiutility verrà creata con la dichiarata intenzione di giungere alla quotazione in Borsa e per poter perseguire questo obiettivo le s.p.a. che gestiscono attualmente i servizi pubblici primari, cioè Alia, Acqua Toscana, Consiag e Publiservizi, saranno incorporate in un’unica società. Con la Multiutility i comuni saranno espropriati dalla possibilità di garantire servizi pubblici essenziali a tutti i cittadini; l’ingresso all’interno della logica del profitto allontanerà la possibilità di erogare questi servizi anche in luoghi dove non è economicamente vantaggioso e aprirà le porte ad aumenti tariffari che saranno a carico di cittadini e famiglie, volti a finanziare investimenti ma anche, di fatto, gli utili (i dividendi) aziendali.

Il Codice civile inoltre esclude gli azionisti dall’esercizio dei poteri di gestione ed amministrazione delle società quotate in borsa: anche per la Multiutility saranno i manager del consiglio di amministrazione a gestire servizi socialmente fondamentali e beni collettivi non riproducibili e limitati, come l’acqua, le materie prime secondarie (i rifiuti), l’energia. Quel che non si dice sulla Multiutility è che serve a coprire il buco di bilancio di Alia che ricade prevalentemente sul comune di Firenze. Non è strano quindi che il soggetto maggiormente interessato alla sua costituzione sia il Comune di Firenze che deterrà la quota più rilevante (70%) dell’azionariato pubblico; i più danneggiati saranno invece i comuni medi e piccoli (come il Comune di Figline e Incisa Valdarno) che all’interno di questa holding finanziaria non avranno alcun potere, né decisionale né di controllo, non potendo, una volta quotata in borsa, accedere agli atti del Consiglio di Amministrazione e al bilancio.

Mettiamo anche in evidenza che il percorso di consultazione pubblica previsto nella procedura per l’approvazione di delibere relative alle società partecipate (Art. 5 comma 2 del testo delle società partecipate, D.Lgs. n. 175/2016-TUSP) ha evidenziato numerose criticità procedurali e di trasparenza.

Lo scorso 6 ottobre è stata pubblicata sul sito del Comune la delibera in oggetto con gli allegati necessari, in modo che i cittadini potessero esprimere le loro osservazioni, ma senza che sia stata data adeguata pubblicità come prevedrebbe la norma.

Dopo la pubblicazione è stato rilevato che sia la delibera in oggetto che gli atti in allegato sono stati modificati più volte, in particolare è stato modificato in modo sostanziale lo Statuto della società che si verrà a creare. Visto che si chiede in qualche misura l’approvazione implicita alla popolazione e che questa dovrebbe avere un tempo congruo per l’analisi e la discussione degli atti in oggetto, non ci sembra che si possa parlare di una procedura corretta dato che tali documenti sono modificati in corso d’opera.

La gestione confusa e poco trasparente di questa delibera e degli atti allegati rende la stessa facilmente impugnabile da un punto di vista legale aprendo la strada a facili contenziosi ed opposizioni con conseguenti ricorsi a TAR e Corte dei Conti.

Facciamo inoltre presente che con la creazione della Multiutility si otterrà un effetto esattamente contrario a quanto sancito dall’esito referendario sull’acqua del 2011 e sostenuto dagli amministratori regionali e comunali nelle ultime campagne elettorali. Anche lo Statuto di Figline e Incisa Valdarno recita all’art. 5 comma 6 (Valori Fondamentali) “Il Comune di Figline e Incisa Valdarno riconosce l’acqua quale patrimonio dell’umanità; consapevole dell’importanza dell’acqua come bene Comune primario per la vita di ogni essere vivente, tutela e preserva il proprio territorio, per il presente e futuro dei propri cittadini e nel rispetto delle normative vigenti”.

Riteniamo che un processo che prevede di fatto una privatizzazione per questo tipo di servizi avrebbe dovuto coinvolgere tutta la cittadinanza in una assemblea pubblica e in ogni caso avrebbe dovuto avere uno sviluppo decisionale ed informativo molto più corretto e lineare.

Tutto il consiglio comunale ha una responsabilità enorme: dovrà decidere se l’acqua, i servizi ambientali (eliminazione e riciclo dei rifiuti), l’energia, sono o non sono servizi pubblici. E’ una responsabilità che la Sindaca, la Giunta e il Consiglio Comunale si prendono di fronte ai cittadini.

ideaComune chiede a tutto il Consiglio Comunale di votare contro la delibera e in particolare di evitare decisioni riguardo la futura quotazione in borsa della Multiutility perché i servizi fondamentali come l’acqua, i rifiuti e l’energia devono essere totalmente pubblici senza che siano sottoposti a logiche aziendali di profitto a vantaggio di pochi, ma siano pensati come servizio pubblico per la collettività.

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